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FaceApp e come la social engineering permette di rubarci i dati

22/07/2019
di Federica Pagliara

Faceapp è un’applicazione mobile presente sulle principali piattaforme di app download dal 2017. Eppure, è arrivata all’attenzione dei più proprio in questi giorni grazie ad una nuova funzione: un filtro che permette di invecchiare i volti nelle fotografie in maniera piuttosto realistica grazie all’uso dell’intelligenza artificiale.
 
Inutile dire come in tanti, senza distinzione d’età, si siano lasciati conquistare dalla curiosità morbosa di scoprire come sarebbero invecchiati; inoltre, il recente lancio della sfida “#FaceAppChallenge” ha indotto anche i cacciatori di like a scaricare l’applicazione. Si tratta di un sottile utilizzo della social engineering per attrarre l’attenzione delle masse proponendo qualcosa che avrebbe indubbiamente suscitato la curiosità collettiva.
 
Peccato che l’applicazione, i cui server sono di proprietà dell’azienda russa Wireless Lab 000, non rispetti, in pieno stile da Stato autoritario, il GDPR europeo. Infatti, al momento dell’installazione l’applicazione non da le dovute informazioni per ottenere un consenso informato. Anzi, l’unica autorizzazione che chiede è l’utilizzo alle immagini della cartella Whatsapp, con il conseguente ottenimento di tutte le foto presenti in galleria, comprese quelle di minori e terzi estranei, che vengono stipate e conservate, potenzialmente per sempre, nei server dell’azienda, dal momento che la privacy policy dell’app non da informazioni precise al riguardo. Né si cura di proteggere i minori di 16 anni come indicato dal testo del regolamento UE, poiché non viene chiesto all’utente di dichiarare l’età.
 
Inoltre, si potrebbe presupporre che i dati acquisiti dovrebbero godere di una protezione più accentuata trattandosi di volti, quindi di dati biometrici, mentre la licenza di Faceapp nei termini di utilizzo viene definita come perpetua, irrevocabile, globale, cedibile e gratuita. In parole povere, l’applicazione può fare quello che vuole fin quando vuole delle nostre immagini e dei dati annessi.
 
Pare che lo scopo dell’iniziativa russa sia di creare un database il più ampio possibile allo scopo di migliorare il funzionamento dell’intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale che starebbero sviluppando. Il problema di questo tipo di tecnologie è che necessitano di una quantità spropositata di dati per essere sviluppate al meglio e con Faceapp la società russa sarebbe riuscita ad ottenere questi dati in brevissimo tempo ottenendo l’accesso alle gallerie immagini dei cellulari di tutti coloro che l’hanno scaricata e, conseguentemente, di larga parte di quelli che non l’hanno fatto, sfruttando la nostra vanità. 
 

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