SOCIAL NETWORK

I social network e gli hackers

15/04/2019
di Redazione

Nei giorni scorsi vi è stato un avvenimento particolare: per 3 ore gli utenti non hanno potuto utilizzare Facebook, Instagram e WhatsApp. Immediate sono state le scuse di Menlo Park, con l’informazione che il problema era stato risolto.

Ovviamente in rete giravano le più strane notizie. Un numero imprecisato tra i 2,5 miliardi di utenti delle piattaforme (il dato numerico degli users di almeno una delle app di Mark Zuckerberg) non è stato in grado di accedere, aggiornare i flussi di notizie e post di Facebook, Instagram né di inviare e ricevere messaggi su WhatsApp. Le rassicurazioni sono state convincenti, sostenendo che il problema sia stato risolto, senza, però, fornire dettagli sulle possibili cause. Molti pensano che sia stato un attacco hacker la causa del blocco del sistema.

Nove anni fa, quando i social network di Zuckerberg avevano una diversa dimensione e un diverso ruolo nella società, la loro momentanea assenza era molto meno rumorosa. Ad un problema analogo era stata data una spiegazione più specifica: la gestione automatizzata di un errore di configurazione aveva creato un effetto a valanga sull’intera infrastruttura e richiesto di interrompere il lavoro di un gruppo di database, bloccando, di fatto, il traffico dati.

La tecnologia e le piattaforme tecnologiche sono, ormai, note e utilizzate a tutti i livelli. Siamo abituati a vedere ed usare i social con semplicità ed è particolarmente difficile pensare ad un black-out. La realtà è diversa. L’innovazione tecnologica fa crescere il mondo, fa crescere il PIL, ma crea diverse preoccupazioni nel cercare di capire se il sistema sia fragile o meno e fino a che punto si possa essere tranquilli. Non sono le piattaforme la preoccupazione dei cittadini, ma, come al solito, coloro che hanno idee delittuose e che con crimini possono mettere un Paese nelle condizioni di fermarsi.

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