FORMAZIONE

L'Intelligenza Artificiale

26/08/2019
di SI-IES srl

LA SI-IES segue ormai con i dovuti approfondimenti studi e ricerche sull’argomento dell’Intelligenza Artificiale – IA.
 
Il nostro Paese è collocato nell’ ambito dei 28 Paesi in una via mediana. Il mondo accademico, istituti di ricerca, società, Digital Innovation Hub sono impegnate sull’argomento IA. Il Ministero dello sviluppo economico ha creato un gruppo di lavoro di 30 esperti. Costoro hanno elaborato un documento che sarà oggetto di consultazione fino al 13 settembre. Le risorse impegnate da parte del governo sono modeste, di circa 1 miliardo entro il 2025. La Commissione ha individuato 7 settori economici: industria manifatturiera; agroalimentare; turismo e cultura; infrastrutture e reti energetiche; salute e previdenza sociale; città e mobilità intelligente; infine, pubblica amministrazione.
 
Per chi segue Sentieri Digitali, avrà avuto modo di constatare e verificare l’impegno da parte della SI-IES sugli argomenti citati. La procedura del piano di cui in argomento sarà successivamente inviato a Bruxelles, tenendo presente che sono state indicate dalla Commissione 82 raccomandazioni a partire dalla gestione della macchina pubblica, collegate all’impiego di sistemi Software ed Hardware in grado di acquisire e di interpretare i dati, elaborarli e formulare decisioni conseguenti.
 
L’IA è collegata anche agli algoritmi di apprendimento che regolano le macchine, vale a dire la politica industriale. Il nostro governo in questo momento è in una crisi a dir poco particolare. Tuttavia, aveva espresso la volontà di mettere a disposizione incentivi per le PMI, mirate in particolare all’utilizzo di super calcolatori, per esempio, per pagare il tempo di accesso alle macchine, ai test e all’implementazione di soluzioni IA oppure all’acquisto di Hardware ottimizzanti. Inoltre, agevolazioni per assumere professionisti nelle imprese, il rafforzamento di programmi di attrazione di esperti stranieri promossa da “Italia Startup Visa”, il supporto al Venture Capital con il nuovo fondo nazionale innovazione (quando sarà operativo), crediti formativi collegati ai corsi universitari e l’introduzione -in collaborazione con l’antitrust- di obblighi di condivisione dei dati con lo scopo di contrastare la concentrazione nelle mani di poche aziende private.
 
Un ruolo importante ricade sui Competence Center a ricevere finanziamenti europei previsti per i Digital Innovation Hub quale quello -tra l’altro coordinato dalla SI-IES- del Digital Innovation Hub Virtuale. La Commissione in questione annunciava inoltre la necessità di un maggiore coordinamento degli interventi per arrivare a 20 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati nella ricerca e nell’innovazione in ambito IA entro l’anno 2020. E nel nuovo bilancio sono stati previsti circa 2,5 miliardi dei 9,2 stanziati per il digitale che saranno finalizzati allo sviluppo dell’IA.
Per quanto riguarda le 7 aree, a partire da quella dell’agricoltura è stata indicata la pressione e i raccolti in relazione alle condizioni ambientali; nel turismo i servizi in correlazione con la geolocalizzazione e le visite virtuali; nell’energia l’ottimizzazione dei consumi e lo sviluppo delle Smart Grid; nella sanità la chirurgia assistita e l’infermieristica virtuale; nei trasporti la guida autonoma e la gestione dei parcheggi.
 
Secondo quanto verificato dalla SI-IES, per fare quanto descritto, serve un impegno molto forte nel settore della formazione. Vi è da fare una considerazione sull’uso collusivo di algoritmi per la determinazione dei prezzi sulle piattaforme tipo e-commerce così come la protezione dei dati delle PMI che restano tra le mani dei fornitori di strumenti e macchinari. Abbiamo scritto più volte il grande affare dei dati personali che impone alla politica di non restare in disparte.
 
Le conclusioni sull’argomento IA è difficile trarle, in quanto anche secondo una recente esperienza maturata nella Silicon Valley, dove mette in luce tantissime iniziative anche di successo, emerge che se il mondo politico non sostiene nella fase iniziale iniziative promosse da PMI, e l’intesa anche con le Università e centri di ricerche, risulta faticoso creare e qualificare giovani che possano entrare a far parte dell’innovazione tecnologica e, nella specie, nel grande argomento dell’IA.

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