MOSTRE

Le sensazioni del design digitale in mostra a Londra

19/03/2010
di Annalisa Mancini

Una prateria di alghe luminose accoglie il visitatore all'ingresso della mostra ‘Decode: Digital Design Sensations’ in mostra al Victoria & Albert Museum di Londra fino all'11 aprile 2010. E’ la nuova frontiera dell'arte moderna, quella delle tecnologie digitali, che utilizzano computer per generare o riprodurre immagini e monitor per riflettere o proiettarle.

L’età media degli artisti digitali in rassegna è inferiore ai 35 anni, il più giovane ne ha appena 26. Alcuni sono ingegneri e informatici che hanno scoperto un talento artistico dopo aver stretto legami con il computer. Altri invece sono artisti puri prestati all’informatica.

Tre le parole chiave: codice, interattività e rete. Le opere della nuova generazione traducono in immagini il codice binario che costituisce il cervello del computer (il cosiddetto codice computazionale) o messaggi presenti nei social network rispondono al tatto e ai gesti del fruitore (parlare di spettatore sarebbe riduttivo), incoraggiato a toccarne la superficie e a ricavarne sensazioni tattili, sonore e visive. Monitor e programmi come Processing e C++, insomma, sono le tele e i pennelli di oggi.

Dimenticate l'unicità e l'esclusività dell’arte classica: quella digitale è liberamente accessibile (i codici sono diffusi nella rete in forma di open-source), modificabile (con l’intervento del singolo spettatore), interattiva e riproducibile.

‘Light rain’ (letteralmente pioggia di luce), dello studio internazionale di design WOW, riproduce il gioco delle ombre cinesi. Qualsiasi ombra proiettata sul grande schermo azzurro interagisce con le immagini trasmesse dal computer: è possibile agitare con la mano una linea orizzontale che simula la superficie dell'acqua o lasciarsi accarezzare le spalle da una pioggia leggera, che rimbalza seguendo la linea sinuosa del corpo (vedi immagine qui sotto).

‘Exquisite Clock’, ideato dal centro sperimentale italiano Fabrica (finanziato dalla famiglia Benetton), è invece un orologio digitale le cui cifre sono composte da immagini caricate su una pagina web da utenti di tutto il mondo. L’aggiornamento delle fotografie, vero esempio di arte condivisa, avviene in tempo reale (vedi immagine qui sotto).

L'arte in mostra al V&A rappresenta l'ultima evoluzione del design digitale, nato negli anni ’60 dalle sperimentazioni pionieristiche di ingegneri e informatici, che dipingevano su tela con programmi di pittura e plotter, arricchendo e colorando le composizioni a mano. Ma dove prima c’erano fogli e cornici oggi, in linea con la web philosophy, troviamo installazioni e schermi che dialogano perfettamente con il pubblico.


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