TECNOLOGIA

Mobile Payment, un settore da sviluppare

01/03/2012
di Francesca Vespignani

48 milioni di utenti di telefonia cellulare, (tra i primi al mondo) e 25 milioni di utenti di carte di pagamento (in fondo alla classifica tra i paesi occidentali), con il 90% delle transazioni ancora in contante. Questa è la “fotografia” dell’Italia che emerge dalla ricerca dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano. E non solo: i dati esposti nel convegno “Mobile Payment in Italia: se non ora, quando?” del 9 febbraio scorso mostrano un scarso utilizzo anche dei pagamenti via cellulare, in contrasto con la forte diffusione di cellulari.

Il “Mobile Payment” può essere un’area con ampie possibilità di crescita, fonte di valore per diversi soggetti, come ha osservato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment: “Una stranezza tutta nostrana che può essere vista come una grande opportunità: il fenomeno mobile che avanza velocemente (la “lepre”) potrebbe fungere da traino nell’evoluzione dei pagamenti elettronici (la “tartaruga”)”.

Il pagamento via dispositivo mobile può realizzarsi in un processo commerciale interamente sul canale Mobile (Mobile Commerce) oppure in un processo commerciale multicanale che si differenzia tra Mobile Remote Payment, se il cellulare consente di effettuare pagamenti utilizzando la rete cellulare, e Mobile Proximity Payment, se con il cellulare si abilitano pagamenti di prossimità utilizzando tecnologie di trasmissione a corto raggio, per esempio utilizzando un cellulare NFC (Near Field Communication) su POS contactless, punto di vendita senza contatto. Tutte tecnologie già sviluppate e largamente disponibili, anche se in evoluzione.

Ammontano a 700 milioni di euro per il 2011 i pagamenti attivati da cellulare e sono 23 milioni gli italiani, il 76% tra i 18 e i 54 anni, che ne hanno effettuato almeno uno. Più di 500 milioni di euro riguardano il Mobile Content ossia l'acquisto di contenuti digitali, come notizie, giochi, musica, ricariche telefoniche o donazioni, mentre più di 80 milioni di euro afferiscono al Mobile Commerce, in espansione, di beni e servizi spesso come estensione di progetti di eCommerce. Il Mobile Remote Payment ha fatto registrare un + 35% ma con un transato contenuto, mentre devono ancora svilupparsi le potenzialità del Mobile Proximity Payment.

Esempi di Mobile Remote Payment sono, negli Usa, l’applicazione di Fandango, per la vendita di biglietti cinematografici, scaricata da oltre 20 milioni di utenti; l’applicazione Mobile di Starbucks, ordinazioni in coda, con oltre 30 milioni di transazioni in un anno; in Francia ha riscosso un grande successo, con 3 milioni di download, l’applicazione Mobile di SNCF tramite cui è stato acquistato il 3% dei biglietti ferroviari. In Italia spicca il Consorzio Movincom con oltre 20mila biglietti venduti dalla sola ATA di Firenze, mentre le Telco italiane si sono riunite in MobilePay per creare una piattaforma unica per i pagamenti via Mobile; infine, alcuni player stanno sperimentando nuove soluzioni che usano i QRCode per avvicinare il mondo Remote a quello Proximity, come PlainPay di Auriga, Up Mobile di Banca Sella e BeMoov del Consorzio Movincom.

Il Mobile Proximity Payment pur avendo grandi potenzialità, coinvolgendo tutte le relazioni commerciali nei punti di vendita fisici, ha una tecnologia matura ma non ancora adeguatamente diffusa in termini di POS Contactless né di cellulari dotati di NFC. Le possibilità di rendere il servizio fruibile possono essere realizzate solo con l’attuazione di modelli collaborativi tra gli operatori dell’offerta. Tra le migliori esperienze citiamo: Cityzi, progetto nato dalla collaborazione dell’intero ecosistema francese; Cep-T Cuzdan, avviato in Turchia dal leader di mercato Turkcell,; Quick Tap, sviluppato da Orange (ora Everything Everywhere) e Barclaycard. Google, che ha lanciato un borsellino elettronico NFC negli Usa; Paypal, che sta sperimentando il pagamento di prossimità nel nord Europa.

In Italia siamo in fase di sperimentazione: il progetto di ATM a Milano in collaborazione con Telecom Italia per pagare l’abbonamento ai trasporti pubblici con Paypal su sito ottimizzato per Mobile e per accedere ai mezzi avvicinando il telefono ai tornelli; la sperimentazione “Move and Pay” avviata da Intesa Sanpaolo basata su cellulari NFC. Un’offerta ancora in fase di formazione e consolidamento, da cui si evidenzia che per il Mobile Proximity Payment i tempi siano ormai maturi.

Le principali fonti potenziali di valore per il Mobile Payment sono:

· Riduzione dei costi di gestione del contante per il tempo dedicato a conteggio, trasporto, errori di conteggio, restituzione del resto e costi collegati al rischio di furti e rapine.

· Riduzione dei tempi di pagamento ossia del tempo complessivo di servizio, del rischio di mancate vendite e riduzione dei costi operativi per garantire un determinato tempo di servizio.

· Digitalizzazione di processi e documenti, come gestione del buono sconto o dei biglietti di accesso al servizio.

· Possibilità di pagare dovunque e in qualsiasi momento.

Oggi il Mobile Payment può rappresentare un fattore di innovazione sia per i servizi di pagamento sia per la telefonia mobile, in cui i principali operatori sono alla ricerca di nuovi spazi competitivi. Ma non solo: è anche una fonte di valore per soggetti quali Banche e i Circuiti, che studiano nuovi modelli di pagamenti elettronici, Telco alla ricerca di nuovi servizi a valore aggiunto, esercenti che cercano di migliorare i servizi, utenti che desiderano acquistare ovunque e in qualunque momento.

Per la PA è possibile sperimentare nuove modalità per ridurre costi, migliorare i servizi al cittadino e fare emergere il sommerso. Valeria Portale, coordinatrice della Ricerca, ha sottolineato: “il soggetto pubblico prende in carico diverse transazioni in veste di esercente: imposte, tributi, contravvenzioni ma anche servizi sanitari e scolastici, fino al canone televisivo. È ragionevole quindi pensare che, nella sua veste di esercente, possa un domani prevedere anche l’apertura del canale Mobile, sia nel pagamento Proximity (aggiornando i terminali per l’accettazione NFC), che in quello Remote (per pagamenti più vicini al profilo di un utente “mobile” e dunque multe o imposte scadute)”.

L’adozione del Mobile Payment può contribuire anche alla lotta all’economia sommersa e a quella criminale, punto cardine della riforma del Premier Mario Monti. Infatti il Mobile Payment potrebbe aumentare significativamente il valore del transato con carte di pagamento, dal 10 al 15% in tre anni, e parte della crescita potrebbe essere costituita da quelle micro-transazioni, in cui l'incidenza del nero risulta più elevata e che verrebbe meno. Una funzione sociale, oltre che uno strumento utile.


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