TECNOLOGIA

Tecnologia e diritto

19/09/2019
di Camilla Santoro

Rimborsi assicurativi, transazioni finanziarie, tracciabilità delle merci, operazioni societarie, sono i campi d’azione per gli Smart Contract. È un termine che ha compiuto i suoi 23 anni, da quando è stato coniato per la prima volta da Nick Szabo, e quindi prima della BlockChain. L’idea di base è quella di semplificare e aprire nuovi spazi professionali ma ancora ci sono alcuni dubbi.
 
L’idea del Sig. Szabo era quella di incorporare le clausole contrattuali direttamente nel software utilizzato dalle persone, automatizzando così l’esecuzione delle prestazioni contrattuali. L’obiettivo è quello di portare a termine l’esecuzione dell’adempimento anche senza il contributo umano. Quindi che l’esecuzione del contratto avvenga in modo automatico. Già dagli anni ’70 c’era questa forma di contratto informatico utilizzato dalle aziende con il sistema EDI (Electronic Data Interchanges) per facilitare e regolare automaticamente le forniture dei materiali o le transazioni. In seguito, lo sviluppo dell’e-commerce è stato sicuramente motivo di spinta per espandere i c.d. “Contratti informatici”.
 
Il contratto viene eseguito automaticamente e non è richiesto l’intervento di terze parti o altre azioni da parte dei contraenti. Si pensi all’obbligo di pagare una certa somma in un dato termine. L’adempimento può essere portato a termine creando proprio uno Smart Contract, dotato della somma richiesta (in criptovaluta) che alla data di scadenza, provvederà ad effettuare il trasferimento della somma al beneficiario. Ciò è possibile anche perché lo Smart Contract è attestato su BlockChain, quindi ha un proprio indirizzo univoco. O ancora, nel campo assicurativo, Axa- il gruppo assicurativo mondiale- è la prima grande compagnia a consentire i rimborsi automatici su carta di credito per i ritardi dei voli aerei, grazie ad una polizza acquistabile su internet e basata sulla BlockChain.
 
Ciò nonostante, ci sono alcuni limiti legati all’utilizzo degli Smart Contract. Si tratta di limiti tecnico-giuridici, poiché è piuttosto semplice far partire operazioni di pagamento automatiche per i rimborsi sopra citati, ma l’immodificabilità della BlockChain può anche essere un boomerang. Se c’è una traduzione errata del codice succede che avverranno adempimenti automatici che non devono essere eseguiti. Alcuni suggeriscono più una evoluzione dei “computer contract”.
 
Si parla di uno strumento che semplifica gli adempimenti, anche se ci sono diversi aspetti da rivedere per migliorare e rendere più efficaci alcune prestazioni. Ma già sul piano della privacy sono state contrastate le restrizioni alla libertà e al diritto della privacy, attraverso una moneta elettronica anonima e strumenti di pagamento non tracciabili. Si utilizzano tecnologie crittografiche su larga scala che consentono di avere una messaggistica sicura e contratti informatici e sistemi di identità digitale rispettosi della privacy.
 

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