GREEN ECONOMY

Una società che vuole contribuire a risolvere il problema energetico dei Bitcoin

30/08/2018
di Redazione

In termini di dispendio energetico quello dei Bitcoin e del mining delle cripto-valute rappresenta un  problema sostanziale, è stato dimostrato che l’intera rete usufruisce della stessa energia consumata da un paese come l’Irlanda. L’impatto in termini di combustibili e carbonio è piuttosto pressante. Una società però afferma che questo problema si può risolvere, vediamo come.

Soluna e ha acquisito un sito di parchi eolici di 37.000 acri in Marocco sostenendo che avrebbe il potenziale di ospitare fino a 900 megawatt di capacità energetica. Uno studio recente afferma che la rete bitcoin avrebbe bisogno di energia elettrica per almeno 2.55 gigawatt.

Soluna, in collaborazione con la tedesca ALTUS AG, punta a costruire almeno 36 megawatt di capacità entro il 2020 e di completare i 900 megawatt in cinque anni. L'energia eolica fornirà quindi elettricità a basso costo a un centro di calcolo ad alta densità per "estrarre" bitcoin e altre criptovalute.

Soluna crede che il modello minerario "verticalmente integrato" ivi introdotto rappresenti non solo un modo più pulito per mantenere le reti di bitcoin e altre blockchain, ma anche un nuovo modo di finanziare lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Il mining è il processo algoritmico mediante il quale i partecipanti della rete concordano che le nuove transazioni Bitcoin siano valide, è ciò che rende la rete così dispendiosa a livello energetico.  L'energia è il più grande costo variabile per i miner, che possono trarre profitto finchè tale costo è inferiore al valore dei bitcoin “minati”. Questa è uno dei motivi principali per cui tante attività di mining hanno sede in Cina, dove in alcune regioni è possibile acquistare energia in modalità estremamente economica, a un costo inferiore a $ 0,03 per kilowatt/h.

Secondo i creatori di Soluna, con il suo parco eolico marocchino sarà in grado di generare energia a un prezzo tanto basso quanto i più economici dei competitor cinesi. Il CEO John Belizaire ritiene che la sua azienda sia la prima a puntare a sviluppare e utilizzare le proprie risorse energetiche per le attività di cripto-mining. "Supponendo che tu possa sviluppare la potenza al minor costo, per definizione avrai sempre il costo più basso, perché nessuno cambierà il tuo prezzo dell'energia", dice. Belizaire afferma che sarà anche possibile portare questo modello di business in altre parti del mondo, dove Soluna può utilizzarlo per sviluppare risorse energetiche pulite "altrettanto ricche".

Certamente la proposta di Soluna offre una posizione interessante nel grande ecosistema delle tecnologie blockchain. La scommessa è che la tecnologia sia pronta in breve tempo per inaugurare questa nuova espressione di rete. Probabilmente anche se emergeranno altri meccanismi di consenso più efficienti dal punto di vista energetico per sostituire il processo di estrazione dei Bitcoin, un tale "ecosistema blockchain" globale richiederà in ogni caso ancora molta energia, e l’idea di riuscire ad alimentarne il fabbisogno con più risorse rinnovabili possibili è una soluzione urgente e molto importante.

Fonte: MIT Technology Review


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