AZIENDE

5G reale e virtuale

05/03/2020
di Francesco Chiappetta

Con la tecnologia 5G può essere lanciato a livello nazionale ed internazionale la cd. Internet delle cose (IoT). Nel prossimo mese di aprile si terrà presso al Casa Bianca un summit dei vari CEO delle maggiori compagnie Hi-Tech del mondo. Sarà presente la Sudcoreana Samsung, la finlandese Nokia, la svedese Ericcson, i principali concorrenti della compagnia cinese Huawei ed anche ZTE e quindi potenzialmente alternative alla fornitura di tecnologia, ma più deboli della azienda cinese.
 
La telefonia di quinta generazione (5G) è terreno esclusivo di pochi a partire da Pechino, Washington, Helsinki, Stoccolma, Seoul. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la contrapposizione tra il Presidente Trump e Xi Jinping, su ordine del Presidente americano, il direttore del National Economic Council Lawrence (Larry) Kudlow, da molti mesi ha iniziato a lavorare con i giganti statunitensi proprio nel mondo dell’Hi-Tech. Per citarne alcune in particolare con ATnT, Microsoft e Dell. Huawei è leader sulla infrastruttura 5G e non a caso la società cinese sembra che abbia un vantaggio competitivo di almeno due anni sui concorrenti sopracitati cercando di creare uno standard di ingegneria comune che permetta a chi sviluppa software di applicarlo in qualsiasi hardware, onde evitare la dipendenza delle infrastrutture che fanno capo a Huawei.
 
Gli Stati Uniti d’America sostengono che la compagnia cinese Huawei lavori con l’esercito cinese e quindi installare in occidente la sua tecnologia sia un pericolo per la sicurezza nazionale. L’idea che i cinesi introducano la cd. Backdoor che consente loro di spiare e, al limite, sabotare intere reti di telecomunicazioni, è sottolineata in modo pressante da funzionari americani in ogni incontro con i governi alleati. Al momento si può affermare che il metodo più vantaggioso in termini di velocità, qualità e costo sia quello di affidarsi a Huawei.
 
Con il 5G avremmo certamente delle reti che possiamo definire super veloci, a larga banda e saranno il sistema nervoso globale che consentirà alla macchina di comunicare tra di loro e di moltiplicare la dimensione delle comunicazioni globali, di far viaggiare messaggi e video ad una velocità che viene definita 100 volte superiore a quella attuale. Gran parte della vita e dell’economia dei prossimi decenni convergerà in questo senso, passerà per le reti 5G. Pertanto, possedere la chiave di questo sistema nervoso, vitale per il paese, permetterà di influenzare, se non di controllare, economie, culture e forse in alcuni casi anche governi. Per questo è il cuore dello scontro geopolitico tra la potenza dominante, gli Stati Uniti d’America e “l’emergente” potenza cinese.
Oggi andiamo verso il 5G e l’IA, due idee di rete globali definendo quella cinese secondo cui si fa tutto per mezzo dello smartphone e con App tipo “WeChat”. Lo spazio digitale, come è noto, è sotto l’egida di grandi piattaforme che hanno due provenienze importanti made in California, vedasi Google, Facebook, Amazon e reti mobili di nuova generazione quale 5G. Bisognerebbe uniformare gli obiettivi cercando di rappresentare un nuovo web: più veloce, più efficiente e certamente utile per il settore business.
 
La Cina, sul 5G, punta ad essere l’attore principale e il maggiore fornitore di tecnologia. Parliamo di apparati di telecomunicazioni. Non a caso Huawei dopo aver investito oltre 20 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo è diventato leader mondiale congiuntamente a ZTE per le apparecchiature. Il 5G, come è stato già accennato, è un’infrastruttura capace di supportare l’Internet of Things e ciò indica che sul 5G passeranno, per esempio, droni, sensori, auto con guida automatica, traffico, gestione dei rifiuti, riscaldamento e sicurezza, servizi e prodotti e quindi tutto ciò che potrà essere definito consumo.
 
La tecnologia 5G sempre di più partecipa alla sfida tecnologica affiancandosi all’IA. La possiamo definire quale strumento e mezzo di strategia ma, come ogni nuova economia abilitata dalla rete, richiede regole comuni e controlli per evitare rendite di posizioni e asimmetrie nella informazione.

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