PRIVACY

C’è qualcuno che scansiona ancora le nostre e-mail per migliorare l’advertising

28/08/2018
di Redazione

E se non fossimo i soli a leggere le nostre email? Ecco, la notizia arriva da oltreoceano, è stato il Wall Street Journal in queste ore a dare la news che si starebbe ancora verificando un controllo massivo sulle email ad opera  di Yahoo e AOL, artefice è Oath società sussidiaria controllata da Verizon che gestisce i due famosi brand della comunicazione digitale. La procedura di scansione avrebbe analizzato oltre 200 milioni di caselle di posta per estrapolare dei dati da vendere agli inserzionisti. In un periodo di scontro sul tema della data protection regulation capiamo bene che non è proprio la news che ci voleva. La finalità è sempre la stessa, profilare gli utenti per fornirle le inserzioni personalizzate più in linea con le preferenze e i gusti degli utenti.

Google avrebbe smesso di scansionare le caselle di posta l’anno scorso, una decisione presa dopo anni di polemica per una condotta per anni decisamente sopra le righe, sebbene la società utilizzi ancora l'apprendimento automatico per aiutarci a rispondere alle e-mail. Allo stesso modo, Microsoft ha dichiarato che "non usa in alcun modo i contenuti delle e-mail per qualunque attività di targeting finalizzata agli annunci, ovunque." Apple non ha mai scansionato le caselle di posta dei suoi clienti per la pubblicità, anche se la sua politica sulla privacy dice che può accedere ai tuoi dati a fini di contrasto o per motivi più vaghi come "questioni di importanza pubblica".

Qundi sembra che sia solo Oath a farlo ancora? Certamente andare a scansionare le caselle di posta di centinaia di milioni di utenti di posta elettronica di questi tempi è una mossa coraggiosa, per quanto concerne Yahoo già tempo addietro, prima dell'acquisizione di Verizon nel 2017, si era resa responsabile per due episodi di violazioni dei dati che hanno esposto più di miliardi di dati dei propri utenti. Yahoo afferma che avrebbe costruito uno strumento di scansione e-mail solo per determinati clienti segreti su richiesta della comunità dei servizi segreti degli Stati Uniti, mossa che ha portato alla partenza dell'ex chief del comparto infosec di Yahoo Alex Stamos, che tra l’altro fino a poco tempo fa era il capo della sicurezza di Facebook. Tale programma di scansione di posta elettronica non è nuovo risulta essere molto più approfondito di quanto non abbia mai fatto la scansione di Gmail.

Secondo quanto afferma il Wall Street Journal, Yahoo ha estratto le email degli utenti in parte per scoprire i prodotti acquistati tramite ricevute da società di e-commerce come Amazon. Nel 2015, come afferma proprio il WSJ, Amazon ha smesso di includere informazioni dettagliate nelle email inviate ai clienti, in parte, proprio perché la società non voleva che Yahoo e altri raccogliessero quei dati per le proprie finalità.

Tuttavia molti contenuti vengono esclusi dalla scansione, come info sanitarie e mediche, resta da vedere le modalità con cui altri tipi di dati sensibili dalle caselle di posta, come coordinate bancarie, bonifici e altro, vengano escluse. La privacy policy di Yahoo mail sostiene che gli account di posta elettronica sono soggetti a "revisione manuale", il che consente a determinati dipendenti di Oath di accedere alle caselle di posta.

Ora viene da chiedersi quali siano le reazioni degli utenti, e di un mercato che soprattutto qui in Europa con il GDPR è diventato più intollerante sulla questione della riservatezza e la protezione dei dati. Che tipo di garanzie può dare agli utenti un servizio come Yahoo dopo quanto emerso?

Ora certamente guarderemo ad ognuna delle nostre caselle di posta con maggior scetticismo. Chiaramente avremmo ancora più dubbi se l'e-mail possa essere o  meno il mezzo di comunicazione più sensibile e sicuro, certamente dobbiamo essere consapevoli che le caselle di posta in arrivo non dovrebbero mai essere considerate completamente private, non da ultimo per gli accessi dalle forze dell'ordine e dalle società stesse. Ora non è che dobbiamo farci prendere dal panico e cancellare i nostri  account e-mail, ma forse potrebbe essere il momento opportuno per scegliere di mettere maggiormente in sicurezza la nostra casella di posta.


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