SALUTE

Anche la sanitÓ cambia

02/07/2020
di Francesco Chiappetta

Le nostre riflessioni sull’argomento sanità, emergenza e telemedicina sono da tanti anni argomenti di elevata attenzione. Siamo contrari alle improvvisazioni di soluzioni. Notiamo che se una persona ha la febbre si reca di corsa in farmacia per acquistare un termometro. Forse è meglio averlo in casa. Il Covid-19 ha evidenziato delle carenze strutturali. Si stanno perdendo di vista alcune patologie che con il Covid sembrano essere “sparite”. Infatti, non sentiamo più parlare di malattie a rischio, mali non facili da curare; il settore cardiologico. Si parla di non speculare sulla salute, invece notiamo che non è così. Per il lavoro si parla di cambiare tutto con il “dopo Covid”. Il “dopo covid”, certamente con cento giorni di clausura, ha contribuito all’impoverimento di molte famiglie, molte donne sono state costrette a restare a casa. La vera preoccupazione è al momento del risveglio e constatare che non si ha nulla in mano. Le famiglie vanno aiutate con azioni concrete, vale a dire dando soldi, così come le imprese se davvero le si vogliono aiutare e non generando nuovi debiti.
 
È molto umiliante che la Francia ha dato dei soldi, la Germania anche, Trump, con tutti i suoi difetti, ha dato 1.200 dollari ciascuno mentre noi continuiamo con i dibattiti televisivi pronunciando le consuete frasi “abbiamo detto, abbiamo fatto, stiamo facendo”. La mancanza c’è da parte dei partecipanti delle tavole rotonde dal momento che i cittadini sentono numeri con tantissimi zeri che invece sono proprio dei numeri pari a zero. Bisogna avere il coraggio di dire che il nostro Paese ha 2 miliardi e 400 milioni di debiti in forte aumento; il costo della vita è purtroppo aumentato, non secondo l’Istat, ma secondo le persone comuni che vanno a fare la spesa (1 kg di frutta si pagava 2,5 euro al kg mentre oggi si paga 5 euro).
 
Oggi abbiamo questa classe di commentatori che non comprende e non conosce alcuni politici, come dice Carlo Calenda, che non hanno mai fatto nulla nella vita. In un momento di elevata preoccupazione ci mandano l’ex ministro Toninelli, convinti che sia una brava persona ma forse con poche conoscenze. Il ministro del tesoro, laureato in materie letterarie, passa per un gigante dell’economia. L’opposizione non fa l’opposizione ma nel frattempo, non per il “dopo covid” ma per il “dopo Palamara” si è in una situazione a dir poco desolante, di smarrimento e non per aver sentito delle dichiarazioni da un avversario politico ma per aver ascoltato registrazioni che stanno inchiodando i veri colpevoli con nomi, cognomi e indirizzi a partire dal vertice per arrivare fino al basso.
 
Papa Francesco dovrebbe “governare” circa 1 miliardo e mezzo di anime che sta perdendo con dichiarazioni che quasi certamente non appartengono a lui. Sarebbe impossibile, ma in questi anni ha detto delle cose che i suoi eccellenti predecessori non avrebbero mai detto. I risultati sono che per la prima volta abbiamo letto che le casse del Vaticano sono in rosso, i fedeli in chiesa sono diminuiti, i preti parlano in televisione e mostrano una laicità che supera la spregiudicatezza. È questo il cambiamento?
 
Ritorniamo alla sanità. È passata la fase acuta del Covid, in cui sono stati rimandati oltre 600 mila interventi chirurgici e 11 milioni di prestazioni ambulatoriali tra visite ed esami. Forse è sufficiente il distanziamento sociale, lavarsi le mani e indossare la mascherina. O forse non è abbastanza. Forse è bene pensare a come migliorare l’organizzazione ospedaliera, la riorganizzazione dei servizi, modalità e tempi di attesa e rivedere l’emergenza a partire dal 118. Non trascurare: sostegno e consulenza; programmi formativi; beni e servizi come già detto; prevenzione e gestione delle crisi sanitarie. Puntare a sperimentazioni cliniche, collaborazioni con appositi partenariati in ambito UE per il trasferimento di soluzioni innovative (vedi il nostro Digital Innovation Hub Virtuale) la trasformazione digitale; la creazione di appositi laboratori e centri di eccellenza. Progettare sistemi di infrastrutture critiche sanitarie ed infine creare dei Big Data che riguardano le analisi, gli studi e la raccolta dei dati per una migliore diagnosi.

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