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L'8 marzo 2011, il Colosseo e i flash mob

11/03/2011
di Annalisa Mancini

Mai la festa dell’8 marzo era stata così creativa, tecnologica. Mentre Google Italia ha salutato le internaute disegnando per l’occasione un logo in omaggio al gentil sesso, il Colosseo, che l’anno scorso era stato trasformato in schermo gigante in occasione della visita del premier cinese a Roma, è tornato a ospitare scritte e luci multicolori, questa volta contro la violenza alle donne. Un modo insolito per catturare l’attenzione dei romani, sempre più automobilisti e distratti, e della stampa di tutto il mondo.

Sempre a Roma, il comitato Se non ora quando hanno ingentilito i monumenti cittadini, in perfetto stile Greenpeace, con coccarde e striscioni rosa. Partendo dalla fontana di Piazza del Popolo, le volontarie dell’associa-zione si sono spinte fino a Palazzo Grazioli. E un’altra associazione, Le donne di carta, si è riunita in flash mob nelle stazioni della metropolitana per leggere pubblicamente autrici femminili, con tanto di microfono.

‘Lotto marzo’ è stato celebrato con flash mob praticamente in ogni città, tra cui Bologna, Genova, Massa Carrara e Reggio Calabria. A Imola, ad esempio, l’associazione Extra-vagantis ha organizzato nella piazza principale uno spettacolo magico, sorta di flash mob artistico in cui ogni partecipante, personaggio muto, ha impersonato una donna sfruttata: (http://www.youtube.com/watch?v=7Ng2Sd8maZI). Nel resto del mondo meno folklore e proteste più ferme. In Grecia, flash mob in una delle piazze principali di Atene intitolato ‘Tre minuti senza le donne’, mentre in Turchia migliaia di donne sono scese coraggiosamente nelle strade per denunciare i crimini e le violenze, soprattutto domestici, di cui sono vittime. Stessa cosa in America Latina, Costa d’Avorio ed Egitto, dove le donne hanno marciato per protestare contro la politica antifemminista del governo militare.


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