SALUTE

Covid-19, cosa sappiamo

30/03/2020
di Francesco Chiappetta

Le società di comunicazione dedicano tempo su come trasmettere gli annunci sulla situazione attuale e consigliano di non usare sigle, essendo sconosciute, ma sono in parte smentiti dallo stesso Coronavirus, in sigla COVID-19 diventato famoso per le negatività.
 
Sentieri Digitali tratta sempre argomenti innovativi e strategici e parlare di COVID-19 è difficile anche per gli esperti e gli operatori sanitari che stanno combattendo in prima linea e, in maniera ripetitiva, trasmettono un unico messaggio: “è un virus nuovo”. Cosa possiamo trasmettere ai nostri lettori? Abbiamo fatto approfondimenti come SI-IES, DIHV e con Sentieri Digitali e possiamo estrarre alcune considerazioni su come gestire l’isolamento, ma anche l’attenzione alla prevenzione e gestione dei controlli; pensare alla diagnosi ed al trattamento; coinvolgere e dare indicazioni al settore infermieristico per i pazienti sottoposti a terapia con ossigeno e cannula nasale ad alto flusso (HFNC). Nella parte di prevenzione e gestione è fondamentale eseguire lo screening per valutare l’ammissione od esclusione del virus seguendo i criteri previsti a partire dalla storia clinica.
 
Vi sono delle modalità di protezione che si pongono su tre livelli. È importante la guida alla vestizione e svestizione del personale con apposito equipaggiamento protettivo; disinfezione dei dispositivi medici utilizzati e per i tessuti infetti di pazienti sospetti o confermati. Vi è poi una parte che comprende la diagnosi e il trattamento per cui serve una gestione personalizzata, collaborativa e multidisciplinare per proseguire con un trattamento antivirale al fine di eliminare tempestivamente gli agenti patogeni. Altro livello di protezione riguarda l’uso razionale degli antibiotici per prevenire l’infezione secondaria e seguire l’equilibrio tra microecologia e supporto nutrizionale.
 
COVID-19 è una nuova malattia, altamente infettiva, che colpisce principalmente gli alveoli polmonari dei pazienti critici e portando a grave insufficienza respiratoria obbligando l’applicazione dell’ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO) nel trattamento. I medici debbono pensare al tempo e ai mezzi di intervento, anticoagulanti, alla ventilazione meccanica e considerare l’esercitazione e l’istruzione per la riabilitazione precoce. Per la terapia da adottare, invece, può essere utile ricorrere al plasma delle persone che hanno contratto il virus e che sono guarite ma si tratta di protocolli sperimentali e quindi anche gli “addetti ai lavori” ne sanno poco.

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